Movimento degli Arcani

Direttore editoriale Paolo Levi

Il Movimento degli Arcani nasce da una mia intuizione, alla fine del 2010, dopo una gestazione durata un decennio.
E’ giunto il momento di rivelarne il messaggio, che non ha intenti collegabili a una estetica rivoluzionaria, ma esclusivamente alla spiritualità dei membri del Movimento.
I cinque che formano il gruppo degli Arcani, gli artisti Maria Cristina Conti, Angelo Di Tommaso, Silvano D’Orsi, Roberto Guadalupi e Stefano Puleo, portano a compimento le loro composizioni, come in un sogno ad occhi aperti.
Come si sa, al centro di ogni sogno c’è la presenza costante dell’arcano, che si maschera all’interno del quadro, con la funzione di un’apparente verità. Quasi a significare che per ristabilire la verità occorre il sogno.
Sono composizioni pittoriche per iniziati, dove si parte dall’illusione onirica per giungere a una soggettiva certezza.
L’assunzione del sogno è inoltre il tratto archetipico della storia dell’arte di tutti i tempi, ad eccezione di quella contemporanea, dai contenuti  fortemente concettuali.

Gli appartenenti al gruppo degli Arcani considerano la propria ricerca pittorica come la diretta conseguenza di una intuizione spirituale che si trasforma in colore e forma.
Ogni lavoro riflette la responsabilità dell’artista che considera l’essenza della propria poetica come semplice, silenziosa preghiera, un’invocazione in cui non si chiede nulla in cambio; solo di poter dare ascolto alla propria voce interiore ed esprimere le emozioni che giungono dall’inconscio personale e trasmettere l’invisibile che si fa visibile.
I loro lavori sono preghiere intimiste ricche di momenti poetici che rivelano situazioni compiute, dove l’osservatore è emotivamente coinvolto, trasportato in un mondo inedito, quello dell’anima incontaminata dell’artista.
Da qui nasce il dialogo, senza mediazioni, tra opera e collezionista.
L’arte contemporanea, da tempo, è svilita da troppe e incerte offerte, dove il pubblico avverte una sorta di abbandono da parte della critica che ha cessato di avere un ruolo guida, percependo la presenza di un mercato che esibisce solo prodotti di asettico decoro e provocazioni visuali, specchio della crisi dei valori del nostro tempo.

Il laboratorio del pensiero del Movimento ha come scopo primario quello di mantenere un continuo contatto con chi si sente sedotto dalle composizioni dei cinque Arcani, e s’interroga sui motivi delle proprie improvvise emozioni.
La ricerca dei cinque Arcani non ha intenti rivelatori o consolatori. Ogni  composizione è portatrice di libere possibilità interpretative, dove vive un’essenza misteriosa, non dissimile da quella della nostra vita quotidiana, in costante  bilico tra sogno e realtà.
Nelle loro immagini fiabesche, sofisticate, si avvertono infinite illuminazioni e attimi poetici che si rivelano all’osservatore nel magico silenzio compositivo.
Il Movimento degli Arcani vuole essere l’incisiva corrente culturale, spirituale, del XXI secolo, che rispetto ai movimenti del Novecento non intende trasmettere certezze. Al contrario, considera la composizione pittorica come il filo conduttore della relatività della visione, e di conseguenza,  della verità come fenomeno poliedrico.
Proprio come nel sogno.

Il motivo dominante del messaggio del Movimento è che l’arte deve essere sinonimo di vita e che l’artista è il testimone attivo di poetiche che giungono dalla memoria arcana.
Il gruppo aderente al Movimento non è composto da adepti legati a formule artistiche dogmatiche, di cui il XX secolo è stato fortemente condizionato: il Futurismo guardava al progresso industriale, il Cubismo alla scomposizione dei piani in un’utopica sintesi, il Surrealismo negava le certezze del reale attingendo alle teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud.
Non si dimentichi, intanto, che tra gli eventi drammatici del Ventesimo secolo anche l’arte è stata coinvolta da tragiche lotte ideologiche e politiche: l’arte totalitaria dei regimi nazista e comunista.
Ma le cose nel mondo non sono migliorate.
Se l’umanità continua a soffrire, e se da sempre si alternano guerre, stragi, a brevi momenti di pace nel mondo, vuole dire che la cultura ha avuto influenza quasi solo nell’intelletto degli uomini.
C’è da chiedersi se l’educazione dell’anima occidentale – che significa pensiero greco, ellenismo, romanesimo, cristianesimo medioevale, umanesimo, rinascimento, illuminismo, liberalismo e marxismo – che ha tentato di spiegare e di proteggere l’umanità dalle sofferenze, non abbia fallito.
L’insuccesso costante della filosofia rispetto alla crescita morale dell’umanità prosegue ai nostri tempi tra continue tragedie locali, e drammi mortificanti come la globalizzazione incontrollata che tenta di omologare l’intera umanità.
Siamo certi, comunque, che la globalizzazione non riuscirà a soffocarne l’anima, a condizione che quei microcosmi formati da energie di uomini probi, sparsi per il mondo, il cui numero ci è sconosciuto, rimarranno costantemente all’erta.

Una di queste energie salvifiche  è rappresentata dal Movimento degli Arcani che ha  come primaria certezza la libertà dello spirito e un grande senso del valore e della dignità umana, conservando come  modello l’Umanesimo antico, messaggero di ideali etici universali.
Che si annunciò, luminoso, attraverso l’Arte.
I dipinti degli Arcani nel momento in cui non sono riuniti insieme è come se vagassero alla ricerca di un centro. Questo centro è il trovarsi riuniti in una collezione che interrompe il loro vagare. In quel momento rimane un’unica preghiera, quella di un corale. La raccolta delle opere dei cinque Arcani riunisce cinque anime in una forte preghiera spirituale.

Paolo Levi